Come prenderti cura del tuo corpo in tre mosse - Jessica Pellegrino
come prendersi cura del corpo in tre mosse

Sai come prenderti cura del tuo corpo per amarlo un po’ di più? In questo articolo voglio parlarti di alcune tips per poterti amare un po’ di più, soprattutto guardando il tuo corpo con maggior soddisfazione.

Prima di tutto cerchiamo insieme di capire perché mai dovremmo amare un pochino di più il nostro corpo: non dovrebbe venirci già in modo automatico? Non dovrebbe essere qualcosa che già facciamo nella nostra giornata?

Eppure penso che sarà capitato anche a te di riprometterti tantissime volte di migliorare quello che fai per prenderti cura del tuo corpo: non so, una sequenza di yoga al mattino, andare in palestra più spesso (in fondo, hai fatto l’abbonamento!) oppure una passeggiata al parco in pausa pranzo; ma puntualmente arrivi a fine giornata, stanca, e ti è rimasto a malapena il tempo per andare a letto di filato e dormire un minimo di ore accettabile per non essere uno zombie l’indomani mattina.

E così, anche oggi, ti ripeti, troppe cose da fare, forse mi sono organizzata male, ma non ho avuto proprio tempo.

 

Questione di abitudini

Eccoci qui: il tempo, o, per meglio, dire, le nostre abitudini.  Non voglio certo salire in cattedra, anzi, penso proprio sia un problema molto diffuso. Anch’io, se penso al mio passato, ho avuto sempre un atteggiamento molto risoluto riguardo ai miei obiettivi, tanto che scherzosamente mi ero soprannominata “Caterpillar”; quindi, una volta deciso che dovevo, per esempio, perdere 5 kg, oppure semplicemente prendermi del tempo per me stessa e curare il mio corpo, cominciavo a dedicarmi con molto impegno e “a testa bassa” alle nuove attività: attività fisica tutti i giorni, più yoga tutte le mattine, l’importante era fare, fare, fare.

Eppure c’era sempre qualcosa che mi riportava nei vecchi schemi, perché bastava un semplice pomeriggio più impegnato di un altro, oppure arrivare a casa più tardi del previsto e… tac! La mia magica, perfetta routine si spezzava e l’incantesimo  svaniva. Bastava davvero solo una giornata fuori posto ed io non riuscivo più a riprendere quel che avevo fatto fino al giorno prima in modo semplice, meccanico, impeccabile.

Pensa, ho fatto la stessa cosa durante la quarantena lo scorso anno! Tutti quanti abbiamo visto la nostra vita cambiare radicalmente: di colpo non potevamo più uscire, vedere gli amici, andare a lavorare, insomma abbiamo perso i nostri punti di riferimento e abbiamo cercato di trovare altro da fare, per tenerci impegnati. In tanti per esempio si sono dilettati in cucina, in nuove attività fisiche, nella pratica dello Yoga, meditazione e quant’altro. Io mi ero creata una routine perfetta.

Nonostante avessi già una consapevolezza piuttosto alta di me e del mio corpo, delle mie emozioni, di come volessi una giornata tipo in linea con il modo in cui volevo sentirmi (e non solo con tutto quello che dovevo fare) avevo comunque una routine perfetta, fatta di determinati percorsi fissi: tanti esercizi, yoga, ecc. Quindi, ho fatto un sacco di attività che mi facevano sentire bene, però non c’era la giusta intenzione dietro. Cos’è successo quindi? Beh, è scattato qualcosa dentro di me, qualcosa che in realtà non se ne era mai andato: la pretesa della perfezione, la pretesa di vedere risultati subito.

Mi guardavo allo specchio pretendendo di notare cambiamenti, volevo vedermi più snella, volevo vedere le forme del corpo cambiare, volevo sentirmi più flessibile; e più questi risultati non arrivavano, più dentro di me scattava qualcosa che era molto simile all’insoddisfazione, ma molto più deleteria, te lo posso assicurare.

Te ne parlo perché penso che capiti a tutte di porsi un obiettivo e decidere di mettersi in gioco, di andare dirette verso la meta, di darci dentro nel modo migliore possibile, però poi puntualmente c’è qualcosa, un imprevisto in un ingranaggio apparentemente perfetto, che fa saltare tutto: magari la fine della quarantena: si ricomincia ad uscire, si prendono di nuovo appuntamenti di persona, si torna a casa più tardi del previsto e tac! Salta la sessione di esercizi,  si interrompe la nostra sana abitudine, e addio a tutti i buoni propositi.

Ecco, secondo te, perché? La mia idea, maturata con l’esperienza sia mia sia delle mie clienti, è che sia tutto legato all’intenzione; noi possiamo avere le motivazioni più forti, ma l’intenzione a volte non è ben chiara e non è soprattutto alimentata dentro di noi;  e quando succede questo il nostro corpo subisce poi delle ripercussioni, perché se non otteniamo quella soddisfazione che ci eravamo prefissati, automaticamente non va più bene quello che stiamo facendo e non siamo più motivate a prenderci cura del nostro corpo.

Nell’articolo precedente ti ho raccontato un po’ di aneddoti legati all’autostima, che, come sai, ha un ruolo fondamentale in tutto questo; però quando parliamo di cura di sé e del nostro corpo ci sono alcune tips che puoi mettere in pratica fin da subito per capire in che modo mantenere sempre alto il livello di motivazione e cominciare a fare piccole cose con intenzionalità e non con senso del dovere.

Una regola fondamentale: se io non mi amo automaticamente finirò per trascurarmi; ti consiglio di leggere questo articolo per capire esattamente di che cosa parlo e in che modo puoi amarti di più, lasciando stare la fissa di volerti migliorare, perché il punto fondamentale è quello di amarci per come siamo.

Ma arrivate a questo andiamo poi nello specifico a capire esattamente che cosa possiamo fare per accettarci un pochino di più.

 

Qual è il tuo vero perché?

Il primo consiglio che posso darti è legato al giudizio. Zittisci la tua voce critica e giudicante e comincia a chiederti esattamente qual è il tuo grande perché: perché vuoi raggiungere quell’obiettivo? Il nostro grande perché deve essere slegato dalla sola aspettativa di vederci diverse allo specchio. Se partiamo già con l’idea di voler vedere un’immagine diversa, automaticamente stiamo giudicando in modo negativo quel che c’è ora e questo non farà altro che staccarci dal presente e proiettarci in un ipotetico futuro, rendendoci insicure, anche un po’ arrabbiate, sicuramente non a nostro agio con gli altri nel mostrarci davvero per come siamo.

La prima regola quindi è quella di estraniarsi da questo giudizio e per farlo dobbiamo entrare in contatto col nostro perché più profondo. Vediamo alcuni esempi insieme: perché vogliamo perdere quei famosi 5 kg? Perché vogliamo essere più autonome? Perché vogliamo metterci in vista con il capo oppure ottenere una promozione? Oppure perché vogliamo mostrarci sui social?

Quando decidiamo di voler fare una cosa, di voler migliorare noi stessi in una determinata pratica, non stiamo parlando solo dell’aspetto esteriore ma anche interiore, perché dipende anche da quello che noi vogliamo fare nel nostro quotidiano, nella nostra vita, gli obiettivi che abbiamo; e se chiedendoti il perché,  ti accorgi che questo rispecchia l’aspettativa altrui, allora già sai di poter lavorare su questo: non dobbiamo necessariamente raggiungere quell’ideale perché non ci appartiene, semplicemente.

E se ti rendi conto che il tuo perché riflette solo te stessa? Torno all’esempio del perdere peso perché penso sia una chiave comune, qualcosa che capita un po’ a tutte almeno una volta nella vita. Ecco, se capiamo che il nostro perché non è legato al fatto che non stiamo bene con noi stesse, ma semplicemente al fatto che magari ci sentiamo affaticate, perché vorremmo sentirci più attive, perché vorremmo che il nostro corpo fosse più sinuoso, più slanciato, normo peso ad esempio, quindi con un peso che sia adeguato al nostro livello di salute, allora capiamo che quel perché ha una profondità per noi e non è legato al fatto che stiamo puntando a modelli che la società di impone, modelli impossibili di persone che portano una taglia molto diversa dalla nostra. Ecco in questo caso arriva anche l’estraniazione dal giudizio altrui, dove noi semplicemente facciamo qualcosa che sentiamo davvero far bene a noi stesse; e da lì ci creiamo delle piccole azioni, azioni che sentiamo davvero appartenerci, niente di esagerato.

E quando ci saranno quei momenti dove ci perdiamo un po’, per via degli impegni quotidiani,  per via del fatto che a volte semplicemente la motivazione cala (ed è una cosa normale!), ricordiamoci di non giudicarci per questo, ricordiamoci che siamo umane e che possiamo fare comunque qualcosa per noi ed è lì che ci viene in aiuto il nostro perché: magari scrivitelo, magari tienilo in vista in più punti a casa oppure sull’agenda o sul cellulare, in modo da averlo sempre sotto gli occhi, in modo da ricordarti sempre il motivo per cui lo stai facendo. Questa è una regola che ti aiuterà tantissimo a trattare il tuo corpo con maggior cura e amore, un tempio sacro dove poterti guardare con gli occhi dell’amore, hai presente? Quelli di un innamorato, lo sguardo tipico che solamente chi ama davvero qualcuno può avere, perché sa che va bene proprio così com’è, la persona che ama. Ecco, il tuo corpo è questo, deve diventare questo: l’estraniazione del giudizio sarà un grande aiuto.

 

Le tentate soluzioni: cosa non ha funzionato in passato?

Un secondo suggerimento che posso darti è quello di prendere carta e penna e scrivere tutte le azioni già tentate finora e il perché non hanno funzionato; quindi dirigi la tua attenzione su quello che è stato il problema principale, su cosa è successo e quando, se c’è stato un fattore comune: questo semplice esercizio ti può aiutare a capire la motivazione profonda degli insuccessi del passato e anche in che modo poter evitare di ripetere le stesse dinamiche.

Prova quindi a ad analizzare i tuoi comportamenti, le tue azioni abituali: in questo modo, nel momento in cui entra in gioco uno schema che già conosci o che hai già vissuto –  come è successo a me ad esempio, quando ho iniziato i miei allenamenti durante la prima quarantena – allora saprai già cosa sta accadendo e avrai già lo strumento per poterne uscire,  per capire anche come fare senza dover ricadere in situazioni dove poi interrompete di netto quella che è la vostra abitudine.

Questi sono dei suggerimenti che ci tenevo a darti: sono molto semplici, come vedi, ma ne aggiungerei un terzo.

 

Dedica 15 minuti solo ad ascoltarti

Facci caso: noi non abbiamo mai tempo per fare qualcosa per noi stesse e quindi, quando finalmente prendiamo questa decisione, lo facciamo finché la motivazione è alta, e poi puntualmente, come abbiamo visto prima, cala il picco della nostra energia e arriva un momento in cui interrompiamo quel tipo di abitudine che stavamo mettendo in atto.

Ecco, abituiamoci invece a prenderci comunque 15 minuti per noi stesse, assolutamente fattibile anche nelle giornate più impegnate: solo 15 minuti, dove imparare ad ascoltarci. Cominciamo a capire, ascoltando le nostre sensazioni, in che modo possiamo coccolarci e amare il nostro corpo, senza dover fare per forza qualcosa di già prestabilito, ma imparando solo a metterci in ascolto.

Se senti che il tuo corpo è stanco, puoi dedicarti a un po’ di meditazione, ad esempio. Oppure puoi farti fare un massaggio, se ne hai la possibilità, o ancora, puoi dedicarti un momento per farti una bella doccia calda, un bagno rilassante, magari aggiungendo qualche olio essenziale, una profumazione che ti piace particolarmente. Insomma, delle coccole che non necessariamente chiedono qualcosa al tuo corpo, ma semplicemente gli comunicano che tu lo ami così com’è.

Pensaci: quando ci laviamo i denti alla mattina, per caso lo facciamo perché desideriamo da loro, in cambio, qualcosa in particolare? Certo che no! Magari li vogliamo mantenere bianchi e puliti, questo sì, però la nostra motivazione principale è che questa è un’abitudine che abbiamo appreso per prenderci cura di loro (ed evitare costose cure dal dentista). Lo facciamo in automatico, senza nemmeno pensarci: difficilmente usciremo di casa senza esserci lavate i denti!

Il segreto è quindi quello di trasformare la nostra nuova routine in un’abitudine che piano piano diventerà automatica, ma solo se le diamo il giusto valore! Con questo esercizio sono certa che diventerà più facile anche perseguire sul lungo termine i tuoi obiettivi.

Anche per oggi siamo giunte alla fine: se ti va fammi sapere cosa ne pensi di questi suggerimenti, se già li metti in pratica e quali risultati hai raggiunto.

Intanto, se ti interessa, puoi continuare ad esplorare un po’ quello di cui abbiamo parlato oggi con il mio corso gratuito Risveglia la tua forza interiore.

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